«È piccola, non ci sta niente.» Lo sentiamo dire spesso, davanti a una planimetria in cui la cucina è un corridoio stretto o un angolo del soggiorno. Ed è proprio lì che il su misura rende di più: in una cucina grande un modulo sbagliato si perde, in una piccola si vede ogni giorno.
Qui raccontiamo come si progetta una cucina quando lo spazio è poco: da dove si parte, dove si guadagna e che cosa conviene non sacrificare.
Prima la planimetria, poi i mobili
In una cucina piccola le decisioni vere non riguardano le ante. Riguardano tre cose che stanno già nella stanza: dove arrivano acqua e scarichi, dove sono porte e finestre, dove stanno caldaia e contatori. Spostare il lavello di un metro può liberare una parete intera, oppure costare un intervento sul massetto. Va saputo prima di disegnare, non dopo.
Da lì si sceglie la forma. Lineare, quando c’è una sola parete utile. Ad angolo, quando due pareti si incontrano senza porte in mezzo. A due fronti, quando la stanza è stretta e lunga: qui vale la stessa regola dell’isola, almeno 90 centimetri di passaggio tra un fronte e l’altro, perché si deve poter aprire un cassetto e chinarsi davanti alla lavastoviglie. E se la cucina si apre sul soggiorno, sotto i 20 metri quadri la penisola è quasi sempre più giusta dell’isola.
In una cucina piccola non si sceglie un modello: si risolve una planimetria.

Crescere in altezza, non in larghezza
Quando i metri lineari sono pochi, lo spazio si cerca in verticale. Le nostre cucine sono progettate su una griglia di 14,4 centimetri, l’altezza di un cassetto, e le basi esistono in tre altezze: standard da 72 cm, XL da 79,2 e Maxi da 86,4. La XL da sola dà circa il 10% di spazio in più, e combinando base e zoccolo il piano di lavoro resta praticamente alla stessa altezza.
Sopra, le colonne possono salire fino al soffitto: niente spazio morto tra pensile e solaio, dove si accumula polvere e non si ripone niente. Con le gole verticali incassate si arriva a composizioni alte fino a tre metri. E l’altezza del piano si regola su chi cucina, tra 66,2 e 110,2 centimetri: in una cucina che si usa in uno, è un dettaglio che si sente ogni sera.
Il contenimento si progetta da dentro
Nello spazio piccolo l’anta battente con il ripiano è il modo più comodo di perdere posto: quello che sta in fondo non si vede e non si usa. I cassetti estraibili fanno il contrario, perché si aprono verso di te e mostrano tutto dall’alto. Con gli organizzatori interni, ogni cassetto diventa un posto preciso per una cosa precisa.
Le colonne dispensa esistono in tutte le altezze da armadio e in due altezze da colonna, quindi si adattano anche a una nicchia o a un sottoscala. E se accanto alla cucina c’è un ripostiglio, un’anta scorrevole lo trasforma in dispensa senza rubare il passaggio che un’anta a battente chiederebbe.

Elettrodomestici: meno pezzi, più funzioni
Da noi gli elettrodomestici sono sempre compresi, e il nostro marchio di riferimento è SMEG: li trovi montati nella nostra esposizione a Roma EUR. In una cucina piccola la scelta conta doppio, perché ogni apparecchio occupa un vano.
Un forno combinato, che unisce cottura tradizionale, vapore e microonde, libera il vano che servirebbe al microonde. Un piano cottura con l’aspirazione integrata toglie la cappa dalla parete e lascia spazio a un pensile o a una mensola. E gli elettrodomestici a incasso, dietro le stesse ante della cucina, tengono la parete continua: l’occhio legge un volume solo invece di sei oggetti diversi.

Luce e colore fanno il resto
Superfici lisce, maniglie a gola e tinte chiare allargano una stanza più di qualsiasi trucco. Una cucina bianca, o in un colore tenue come il celeste Sky della collezione Young, rimanda la luce invece di assorbirla. Chi preferisce il carattere dei contrasti trova nella collezione Urban neri opachi, metallo e vetro: in poco spazio funzionano se la luce è progettata insieme ai mobili, con le gole luminose e un’illuminazione sotto i pensili che porti luce sul piano di lavoro.
Piccola non vuol dire economica
Meno metri lineari non significa un prezzo proporzionalmente più basso: gli elettrodomestici, il piano di lavoro e la posa restano, e sono spesso le voci che pesano di più. Vale anche qui quello che diciamo sempre: si progetta sul tuo budget, con una qualità costruttiva sola, a qualunque cifra. Come si forma il prezzo, e qual è il nostro punto di partenza, lo abbiamo spiegato in quanto costa una cucina su misura.
Vieni con la planimetria
Il modo più rapido per capire che cosa ci sta è portarci la planimetria della stanza con le misure, la posizione delle finestre, degli scarichi e della caldaia. Nella nostra esposizione ekōD Kitchen, a Roma EUR, la guardiamo insieme: alla fine del primo incontro sai quale composizione regge e quanto contenimento puoi avere.
